Secca Del Capo

La secca del capo è sicuramente un’immersione emozionante e regala spesso incontri indimenticabili, tuttavia è opportuno verificare la presenza di corrente. Quest’ultima infatti a volte rende l’immersione adatta solo a subacquei di provata esperienza. Il verso della corrente condiziona non solo la localizzazione del pesce pelagico ma anche la visibilità, in genere ottima, che si riduce quando si direziona verso sud. La secca ricorda per la sua forma un panettone roccioso che da 33 metri risale a 13. La sommità, piatta e grande quanto un campo da tennis,risulta ben visibile fin dalla superficie.

Info 
Grado di difficoltàMedio per entrambi gli itinerari
Elevato con presenza di corrente
Profondità massima25 metri (percorso verde)
33 metri (percorso rosso)
VisibilitàAlta
Media se è presente corrente verso sud
Durata35 minuti (percorso verde)
45 minuti (percorso rosso)
InteresseDa non perdere
Zona Area Marina ProtettaA

Percorso

Nella discesa non perdiamo il contatto con la cima del gavitello, e una volta giunti sul cappello della secca ci dirigiamo verso nord, fermandoci sul bordo della cigliata. Qui potremmo vedere dotti, barracuda, saraghi e cernie. Scendendo lungo il versante nord, tra i 18 e 20 metri, troviamo delle tane che spesso sono rifugio di magnose e cernie. Continuando arriviamo su un grosso masso poggiato sulla sabbia e inclinato sulla parete del panettone. Possiamo qui avvicinarci ai barracuda più grossi, ed osservare cernie e corvine che si rifugiano nel grosso masso. In base alla profondità che vogliamo raggiungere possiamo o mantenerci sui 22-24 metri oppure perimetrare la secca sul fondo sabbioso cioè a 33 metri. Nel primo caso girato uno sperone roccioso troviamo una lunga fessura orizzontale spesso tane di cernie e poi una grotta. Per quindi giungere ad un imbuto che termina in un anfratto a circa 20 metri. Questo percorso è colorato da margherite di mare, briozoi, nudibranchi e di cernie, murene e magnose. Sul fondo inoltre possiamo osservare cernie ed enormi murene ed alcuni grandi blocchi rocciosi piatti. Tra i due più grandi si apre un corridoio che conduce ad una profonda tana riparo di cernie, corvine e mostelle. Al ritorno ci si imbatte su due vecchie ancore, risalendo la parete passiamo attraverso una sella delimitata a destra da un pinnacolo, per trovarci quindi su un canalone in cui vi è un’ancora il cui fusto è spezzato. Questo canalone risale fin quasi il sommo della secca, ed infine ad una profondità di 18-20 metri, vi è una tana frequentata da cernie e da grossi gronchi. A questo punto possiamo perimetrare la sommità della secca per concludere il giro e rivedere sul lato nord i dotti e i barracuda, risalendo quindi lungo la cima del gavitello.

Gallery